FATTURAZIONE ELETTRONICA B2B – B2C

25 ottobre 2018 in PRIMO PIANO

FATTURAZIONE ELETTRONICA – NOVITA’ ED ADEMPIMENTI

La Legge di Stabilità 2018 ha introdotto l’obbligo generalizzato della fattura elettronica per tutte le operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) fra soggetti identificati ai fini IVA in Italia esercenti imprese, arti o professioni, sia nei confronti di imprese/artisti/professionisti (Business-to-Business o B2B) sia nei confronti di privati (Business-to-Consumer o B2C).

L’obbligo di utilizzare la fattura elettronica implica che le fatture cartacee non saranno più ammesse per le operazioni nazionali e si considereranno come non emesse, esponendo i cedenti/prestatori nonché i cessionari/destinatari a rilevanti sanzioni (Fatture emesse dal 90% al 180% dell’IVA; Fatture ricevute il 100% dell’IVA)

Le fatture cartacee saranno ancora ammesse per le operazioni con soggetti non residenti. Tali operazioni dovranno essere segnalate all’Agenzia Entrate mediante un’apposita comunicazione transfrontaliera mensile (spesometro mensile 2019 per operazioni con l’estero). Tale adempimento si potrà comunque evitare inviando la fattura elettronica unitamente alla cartacea anche per tali operazioni (soluzione consigliata).

L’adozione della fattura elettronica è prevista a partire dal 1 luglio 2018 per le cessioni di carburante per motori e le prestazioni nell’ambito di subappalti pubblici; dal 1 settembre 2018 per cessioni Tax-Free a turisti e dal 1 gennaio 2019 per tutte le altre operazioni nazionali.

Dal 1luglio 2018 è abolita la scheda carburante; gli acquisti di carburante per autotrazione da parte di soggetti passivi IVA devono essere documentati unicamente con la fattura elettronica; le spese per carburante per autotrazione sono deducibili se pagate esclusivamente mediante carte di credito, debito o prepagate.

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 21, D.P.R. 633/1972 e 2, D.M. 55/2013 una fattura elettronica è un documento:

  • emesso e ricevuto in formato elettronico;
  • creato esclusivamente in formato XML (eXtensible Markup Language);
  • conforme alle specifiche tecniche stabilite dalle autorità competenti;
  • firmato digitalmente con una firma elettronica qualificata;
  • recante una marca temporale;
  • conservato digitalmente (conservazione sostitutiva).

Le fatture XML devono essere trasmesse attraverso la piattaforma informatica denominata Sistema di Interscambio (SdI), gestita dall’Agenzia delle Entrate.

La trasmissione tramite SdI attualmente richiede l’utilizzo di un canale di trasmissione che nella maggior parte dei casi si identifica con la PEC o con apposito software.

L’assolvimento degli obblighi di conservazione ai fini fiscali per tutte le fatture elettroniche, avverrà direttamente da parte del Sistema di Interscambio, ma la conservazione elettronica effettuata dai sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate avrà una esclusiva valenza tributaria/fiscale, e non anche civilistica.

Per garantirsi l’opponibilità a terzi dei documenti conservati elettronicamente, in sede civilistica, sarà necessario utilizzare sistemi di conservazione diversi da quelli offerti dall’Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento AdE n. 89757 del 30 aprile 2018 ha definito le regole tecniche per la corretta predisposizione della fattura elettronica:

La fattura elettronica è recapitata dal SdI:

  • al soggetto cessionario/committente oppure,
  • per conto del cessionario/committente, ad un intermediario.

Il recapito può avvenire attraverso le seguenti modalità:

  • tramite intermediari abilitati (come lo Studio Cangemi – vedi circolare apposita);
  • sistema di posta elettronica certificata, “PEC”;
  • con apposite applicazioni internet;
  • sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP.

Per consentire al SdI di recapitare la fattura elettronica alla controparte, l’emittente deve compilare nel file della fattura il campo “CodiceDestinatario” valorizzandolo con il codice numerico di 7 cifre ovvero con il codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche del provvedimento n. 89757/2018 e la PEC del cessionario/committente.

Al fine di prevenire i casi in cui il cessionario/committente Iva non riesca a dotarsi di PEC ovvero non abbia attivato un canale telematico “web service” o FTP con SdI, ovvero non ricorra ad un intermediario in grado di ricevere con tali modalità e per suo conto le fatture elettroniche, queste ultime sono messe a disposizione del destinatario su apposita area web riservata dell’Agenzia delle Entrate. In tale ultimo caso, il cedente/prestatore è tenuto tempestivamente a comunicare al cessionario/committente che la fattura è acquisibile dalla citata area autenticata. Al momento in cui cessionario/committente prende visione della fattura nell’area autenticata, il SdI ne dà comunicazione al soggetto trasmittente.

Per agevolare il processo di recapito delle fatture elettroniche, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio web per consentire ai soggetti passivi Iva di registrare il canale telematico – una PEC o un codice destinatario – attraverso cui intendono ricevere tutte le proprie fatture di acquisto.

Nel caso in cui la fattura elettronica è destinata ad un consumatore finale o ad un soggetto Iva rientrante nei regimi agevolati di vantaggio o forfettario o dell’agricoltura, l’emittente può valorizzare solo il campo “Codice Destinatario” con il codice convenzionale di 7 zeri (0000000) e la fattura viene recapitata al destinatario attraverso la messa a disposizione del file su apposita area web riservata dell’Agenzia delle Entrate.

Sempre con riferimento alle fatture elettroniche tra i privati viene inoltre chiarito che sarà possibile conservare la fattura in formato pdf, non essendo necessario restare fedeli al formato di trasmissione xml.

Sulle operazioni transfrontaliere è stato chiarito che è possibile trasformare le fatture emesse verso l’estero in fatture elettroniche, adempiendo, in questo modo, al previsto obbligo di invio della comunicazione. L’esonero non si estende invece alle fatture elettroniche ricevute dall’estero. In questo caso il codice destinatario sarà costituito da 7 x (xxxxxxx).

Con riferimento alle operazioni ricevute dall’estero gli operatori residenti dovranno quindi trasmettere, in ogni caso, entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione, i dati identificativi del cedente/prestatore, i dati identificativi del cessionario/committente, la data del documento comprovante l’operazione, la data di registrazione, il numero del documento, la base imponibile, l’aliquota Iva applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporta l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

Considerando le rilevanti sanzioni applicabili e la complessità in caso di inosservanza degli obblighi previsti, nonché l’imminente decorrenza, consigliamo di iniziare prima possibile a pianificare l’avvio della fatturazione elettronica rivedendo i processi aziendali coinvolti.

Per i clienti con contabilità esterna e per quelli che vedessero gestire la fase iniziale di ricezione ed emissione delle fatture.

Lo Studio Cangemi ha a disposizione tutti gli elementi per supportare i propri clienti nella gestione del processo, per maggiori dettagli si rimanda all’apposita circolare.

La gestione tramite intermediario presenta, rispetto alla gestione interna del flusso, diversi vantaggi, in particolare:

  • per le fatture passive è possibile fornire ai propri fornitori i codici identificativi dello studio, evitando la ricezione di numerose PEC e gestendo tutto il ciclo delle fatture elettroniche sia clienti che fornitori su una sola piattaforma;
  • il cliente potrà accedere alla propria area per scaricare e visionare le fatture ricevute in modo semplice e diretto;
  • il cliente ha la possibilità di emettere le fatture elettroniche direttamente tramite un programma fornito dallo Studio;
  • una volta create le fatture elettroniche, queste vengono inviate in un ambiente, gestito dall’intermediario ma suddiviso sui singoli clienti, che gestisce tutto il flusso;
  • non è necessario alcun accreditamento diretto del cliente presso il Sistema di Interscambio, né la firma digitale del cliente, perché tutto avviene tramite le credenziali già in possesso dello Studio;
  • l’archiviazione elettronica viene gestita direttamente attraverso i sistemi dello Studio, senza che il cliente debba intervenire in alcun modo, garantendo il rispetto della normativa.

Siete invitati a prendere contatto con lo Studio prima possibile al fine di approfondire l’argomento e scegliere la procedura operativa migliore a seconda delle vostre esigenze.

Di seguito alcuni prospetti di dettaglio e riepilogativi del nuovo obbligo.

 

Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.

(Maria Gloria Cangemi)

DOCUMENTAZIONE PER 730 – REDDITI 2018 x 2017

11 aprile 2018 in PRIMO PIANO

A TUTTI I SIG. RI CLIENTI

In prossimità della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi per l’anno 2018 Vi preghiamo di farci pervenire, entro e non oltre il lunedì 30 Aprile 2018 la documentazione necessaria per la compilazione della dichiarazione.

DOCUMENTI NECESSARI PER COMPILARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

  • Documento d’identità’ valido (nel caso non ne fossimo già in possesso)
  • Codice fiscale o tesserino sanitario e dati anagrafici del dichiarante, del coniuge e dei familiari a carico (nel caso non ne fossimo già in possesso);
  • Visure catastali o atti notarili per redditi da terreni o fabbricati (proprietà, usufrutto, possesso) se ci sono state le variazioni nel 2017.

In sede di presentazione della dichiarazione dei redditi è necessario, per coloro che hanno esercitato l’opzione per la cedolare secca produrre:

1. contratto di locazione registrato (dati relativi alla registrazione del contratto)

2. lettera e ricevuta della raccomandata inviata al conduttore nella quale si rinuncia all’aumento del canone indicato nel contratto

3. modello RLI, modello SIRIA

4. modello 69 ove previsto.

  • Codice fiscale o partita IVA, denominazione o ragione sociale, indirizzo, n. di telefono, fax, email del sostituto d’imposta ( datore di lavoro) che effettuerà il conguaglio se diverso da quello indicato sul modello CU
  • Certificazione dei redditi da lavoro dipendente, pensione e assimilati (CU 2018 redditi 2017)
  • cassa integrazione guadagni (CIG) o mobilità,
  • indennità di disoccupazione ordinaria e speciale (da scaricare dal sito INPS con vs. PIN personale)
  • collaborazioni coordinate e continuative-co-co-progetto
  • pensioni integrative o gettoni di presenza
  • borse di studio
  • lavori socialmente utili
  • Pensioni estere
  • Assegni periodici percepiti dal coniuge in conseguenza di separazione legale o divorzio
  • Documenti attestanti altri redditi ad esempio certificazione dividendi da azioni
  • Ricevute di versamento di acconto dell’IRPEF ( deleghe bancarie mod. F24)
  • Documentazione attestante credito d’imposta riacquisto prima casa/atti notarili

RICEVUTE E FATTURE DEGLI ONERI DETRAIBILI :

  • SPESE SANITARIE:
  • scontrini acquisto farmaci da banco con descrizione dei farmaci acquistati e indicazione del codice fiscale del soggetto che sostiene la spesa (scontrino parlante)
  • dispositivi medici contrassegnati dalla marcatura CE
  • prestazioni rese da medici generici comprese visite e cure di medicina omeopatica
  • certificati medici per usi sportivi, per patente, per pratiche assicurative e legali, di malattia/infortunio
  • prestazioni mediche specialistiche
  • prestazioni mediche chirurgiche-degenze ospedaliere
  • analisi, ricerche e indagini radioscopiche
  • sedute di neuropsichiatria-psicoterapia (fatture rilasciate dal medico specialista iscritto all’albo)
  • prestazioni rese da soggetti abilitati all’arte ausiliaria della professione sanitaria (fisioterapista, podologo, biologo, dietista, ottico, odontotecnico ecc.)
  • terapie eseguite nei centri autorizzati: ginnastica correttiva e di riabilitazione, massaggi, fisioterapia, cure termali (è necessaria la prescrizione medica)
  • acquisto o affitto protesi, apparecchi e attrezzature sanitarie classificati come dispositivi medici
  • spese di assistenza specifica sostenute per assistenza infermieristica e riabilitativa, per prestazioni rese da personale in possesso di qualifica professionale
  • SPESE PER I MEZZI NECESSARI ALLA DEAMBULAZIONE E LOCOMOZIONE DEI PORTATORI DI HANDICAP (RICONOSCIUTI TALI IN BASE ALLA L. 104/92 O DA COMMISSIONI MEDICHE):
  • acquisto o affitto di poltrone e carrozzelle , stampelle e altre attrezzature necessarie alla deambulazione
  • acquisto di fax, computer, modem, stampante, telefono viva voce (dichiarazione del medico curante)
  • realizzazione di rampe o trasformazione dell’ascensore per l’eliminazione delle barriere architettoniche
  • trasporto in ambulanza di soggetto portatore di handicap
  • acquisto di autoveicoli o motoveicoli adattati per consentire la locomozione di soggetti con ridotte o impedite capacità motorie
  • acquisto di autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto di non vedenti e sordomuti
  • acquisto di autoveicoli, anche non adattati, per il trasporto di soggetti con handicap psichico o mentale , sindrome di down, titolari di indennità di accompagnamento
  • acquisto del cane guida per i non vedenti

INTERESSI PASSIVI PER:

  • MUTUI IPOTECARI PER L’ACQUISTO ABITAZIONE PRINCIPALE
  • copia del contratto di mutuo;
  • copia del contratto di acquisto;
  • quietanze di pagamento degli interessi passivi;
  • fatture di spese notarili relative alla stipula del contratto di mutuo;
  • fatture di spese notarili relative alla compravendita;
  • fatture dell’intermediario.
  • MUTUI (ANCHE NON IPOTECARI ) CONTRATTI NEL 1997 PER RISTRUTTURAZIONE DI IMMOBILI
  • MUTUI IPOTECARI CONTRATTI DAL 1998 PER LA COSTRUZIONE O RISTRUTTURAZIONE DELL’ABITAZIONE PRINCIPALE:
  • copia del contratto di mutuo;
  • quietanze di pagamento degli interessi passivi;
  • copia fatture relative alle spese sostenute;
  • copia della concessione edilizia o altre abilitazioni comunali.
  • Premi per assicurazione sulla vita, infortuni, rischio morte, invalidità permanente superiore al 5%, non autosufficienza nel compimento degli atti quotidiani:
  • quietanze;
  • copia dei contratti.
  • Spese per la frequenza di corsi di scuola materna, primaria, secondaria, universitaria e di specializzazione universitaria, master universitari, dottorati di ricerca, conservatori, accademia delle belle arti.
  • Erogazioni liberali a favore di movimenti e partiti politici
  • Erogazioni liberali a favore delle ONLUS e a istituti scolastici
  • Erogazioni liberali in denaro alle associazioni sportive dilettantistiche
  • Contributi associativi versati alle società di mutuo soccorso
  • Spese veterinarie
  • Spese funebri
  • Spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido
  • Iscrizione annuale e abbonamento, per ragazzi di età tra i 5 e i 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica
  • Spese per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana
  • Spese per i compensi corrisposti ai soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale
  • Spese per acquisto o costruzione di abitazioni date in locazione
  • SPESE PER GLI INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO E MISURE ANTISISMICHE :
  • bonifici bancari o postali con indicati estremi di legge;
  • fatture relative ai lavori eseguiti;
  • quietanze di pagamento oneri di urbanizzazione;
  • comunicazione e ricevuta postale della raccomandata con la quale è stata trasmessa la comunicazione della data di inizio lavori;
  • comunicazione (eventuale) all’ASL indicante la data di inizio lavori;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione della spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali;
  • per gli interventi sulle parti comuni la documentazione può essere sostituita anche da una certificazione dell’ amministratore di condominio che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti ai fini della detrazione e la somma di cui il contribuente può tener conto ai fini della detrazione;
  • domanda di accatastamento per immobili non ancora censiti;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori da parte del possessore, in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi.
  • Con l’entrata in vigore del Decreto Legge N. 70 del 13 maggio 2011:
  • i dati catastali identificativi dell’immobile;
  • gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo (ad esempio, contratto di affitto, se i lavori sono effettuati dal detentore;
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di interventi(concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori).
  • Se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo:
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (ai sensi dell’ART. 47 DPR 28 dicembre 2000 n. 455) nella quale dovrà essere indicata la data di inizio lavori e dovrà essere attestata la circostanza che gli interventi posti in essere rientrano tra quelli agevolabili, anche se non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente.
  • SPESE PER RISPARMIO ENERGETICO :
  • Bonifici bancari o postali CON INDICATI ESTREMI DI LEGGE;
  • Fatture o ricevute fiscali relative ai lavori eseguiti;
  • Asseverazione del tecnico abilitato alla progettazione di edifici ed impianti;
  • Attestato di certificazione/qualificazione energetica;
  • Scheda informativa;
  • Ricevuta della documentazione inviata all’ENEA.
  • Contratti di locazione ex legge n. 431/98 relativi all’abitazione principale
  • Contratti di locazione di immobili utilizzati come abitazione principale a condizione che il contratto sia stato stipulato o rinnovato secondo quanto disposto dalla legge n. 431 del 1998 art. 2 comma 3
  • Contratti di locazione di immobili utilizzati come abitazione principale da lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro
  • Contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998 n. 431 dagli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea presso una università situata in un comune diverso da quello di residenza
  • Contratti di locazione stipulati dagli inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale.
  • ACQUISTO IMMOBILI CLASSE ENERGETICA “A” O “B” NELL’ANNO 2017 DALLE IMPRESE COSTRUTTRICI O DALL’IMPRESA DI RIPRISTINO/RISTRUTTURAZIONE per fruire la detrazione del 50% dell’IVA pagata sull’acquisto.
  • SPESE PER L’ARREDO DEGLI IMMOBILI RISTRUTTURATI;
  • SPESE PER L’ARREDO DEGLI IMMOBILI ACQUISTATI DA GIOVANI COPPIE.

RICEVUTE O FATTURE RELATIVE A ONERI DEDUCIBILI:

  • Contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori:
  • ricevute bancarie o postali relative a contributi previdenziali obbligatori versati da particolari categorie di soggetti ( farmacisti, medici, ecc.);
  • ricevute di versamento dei contributi volontari, ricongiunzione periodi assicurativi, riscatto periodo di laurea;
  • attestazioni di pagamento per versamenti previdenziali al fondo pensione casalinghe;
  • contributi versati per l’assicurazione obbligatoria INAIL (assicurazione casalinghe).
  • Contributi previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari
  • Contributi e premi versati alle forme pensionistiche individuali
  • Contributi versati ai fondi integrativi del servizio sanitario nazionale
  • Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose
  • Contributi per i paesi in via di sviluppo(ONG), erogazioni a università e a enti di ricerca pubblica
  • Contributi ai consorzi obbligatori di bonifica
  • Spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute per portatori di handicap (legge 104/92)
  • Bonifici o ricevute relative a versamenti effettuati al coniuge in conseguenza di separazione legale o divorzio (servono la sentenza di separazione o divorzio, le ricevute di versamento/bonifici e il codice fiscale dell’ex coniuge)
  • Certificazione dell’ammontare complessivo della spesa da parte dell’ente autorizzato che ha ricevuto l’incarico di curare la procedura di adozione di minori stranieri

Si raccomanda inoltre di segnalare le variazioni di residenza, titolo di studio, stato civile, acquisti o vendite di immobili.                    

 

Cordiali saluti.

 

Trento, li 11/04/2018

(Maria Gloria Cangemi)

ROTTAMAZIONE CARTELLE RUOLI EQUITALIA

9 marzo 2017 in PRIMO PIANO

Consulenza  “rottamazione” cartelle esattoriali 2016

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La rottamazione delle cartelle esattoriali è il provvedimento – introdotto dall’art. 6 del D.L. n. 193 del 22/10/2016 – che consente ai contribuenti di sanare le cartelle Equitalia, con un risparmio che può superare il 40% di quanto dovuto per i debiti inclusi in ruoli affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2016. Successive modifiche al decreto prevedono che anche gli enti locali che riscuotono tramite ingiunzione di pagamento (non tramite Equitalia) potranno optare per la “rottamazione”.

Il nostro studio, è a disposizione per approfondire il tema e assistere nella presentazione delle richieste di adesione alla procedura di definizione agevolata dei carichi inclusi in cartelle esattoriali rottamabili.

Una sintetica informativa sul provvedimento è fornita di seguito.

“ROTTAMAZIONE” CARTELLE ESATTORIALI: IN CHE COSA CONSISTE?

Il contribuente può estinguere il proprio debito con Equitalia,  senza versare le sanzioni e gli interessi di mora iscritti a ruolo, per:

  • imposte e tributi,  inclusi quelli comunali e regionali; anche l’IVA rientra nella sanatoria, con l’eccezione dell’IVA  all’importazione, come sotto specificato;
  •  contributi previdenziali e assistenziali verso INPS e INAIL.

Devono invece essere versate le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale e  interessi, l’aggio di riscossione, le spese per le procedure esecutive e per la notifica delle cartelle.

Per quanto riguarda le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada, è possibile estinguere il debito a ruolo senza versare i relativi interessi (ovvero: la multa si dovrà pagare, ma gli interessi no).

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CHE COSA NON RIGUARDA LA ROTTAMAZIONE? ROTTAMAZIONE CARTELLE ESATTORIALI

  • risorse proprie dell’Unione Europea e Iva riscossa all’importazione;
  • somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada (è però possibile estinguere il debito a ruolo senza versare i relativi interessi).

COME E QUANDO ADERIRE? ROTTAMAZIONE CARTELLE ESATTORIALI

Si può aderire presentando domanda entro il 31 marzo 2017 (salvo proroga) su appositi moduli predisposti da Equitalia.  Si fa rilevare che l’iniziale scadenza, fissata dal decreto il 22 gennaio 2017, è stata spostata nel corso del processo di conversione in legge del decreto medesimo.

COME SI PUÒ PAGARE?

In un’unica soluzione oppure  in un numero massimo di 5 rate di pari ammontare.

Il 70% del debito deve essere versato entro il 2017, il restante 30% entro il settembre 2018, con le seguenti scadenze:

  • prima rata = luglio 2017
  • seconda rata = settembre 2017
  • terza rata = novembre 2017
  • quarta rata = aprile 2018
  • quinta rata= settembre 2018

Modalità di pagamento (alternative):

  • Domiciliazione sul conto corrente
  • Bollettini precompilati
  • Presso gli sportelli Equitalia

EFFETTI DELLA “ROTTAMAZIONE”DELLE CARTELLE ESATTORIALI SU: PRESCRIZIONE E DECADENZA – AZIONI ESECUTIVE – FERMI AMMINISTRATIVI – IPOTECHE

I termini di prescrizione e decadenza sono sospesi.

Equitalia non può avviare nuove azioni esecutive o iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche (sono però salvi fermi amministrativi e ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione del debitore di volersi avvalere della rottamazione).

Equitalia non può proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo, ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione, ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

CHE COSA SUCCEDE SE NON SI PAGA IN TUTTO O IN PARTE O IN CASO DI VERSAMENTO TARDIVO? ROTTAMAZIONE CARTELLE ESATTORIALI

La rottamazione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi.

I versamenti effettuati in relazione alla richiesta di rottamazione vengono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto e non determinano l’estinzione del debito residuo.

Il debito residuo non potrà più essere rateizzato.

CHE COSA SUCCEDE IN RELAZIONE AI PAGAMENTI GIÀ EFFETTUATI PRIMA DELLA DOMANDA DI ROTTAMAZIONE?

Non sono rimborsabili le somme versate prima della rottamazione a titolo di sanzioni, interessi di mora e interessi di dilazione.

COME SI PERFEZIONA LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE ESATTORIALI?

Ad avvenuto pagamento delle somme dovute ai fini della rottamazione, Equitalia trasmette entro il 31/12/2018 a tutti gli enti creditori interessati l’elenco di tutti i debitori che si sono avvalsi della rottamazione medesima.

 Il nostro studio, è a disposizione per approfondire il tema e assistere nella presentazione delle richieste di adesione alla procedura di definizione agevolata dei carichi inclusi in cartelle esattoriali rottamabili.

ONORARIO

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Onorario

(esclusa IVA e cassa previdenza)

 

A. Consulenza iniziale sulla procedura di definizione agevolata delle cartelle esattoriali

€ 70,00 per ora o frazione di ora

In caso di conferimento dell’incarico professionale per la presentazione dell’istanza di “rottamazione”, il compenso in questione sarà riassorbito dall’onorario concordato, di cui al successivo punto B

 

B. Assistenza nella presentazione dell’istanza di “rottamazione” fino al completamento della definizione agevolata

L’onorario sarà definito in funzione della complessità e dell’entità della pratica, con un minimo di 300 euro per cartella. Per debiti complessivi superiori a 100.000 Euro il costo fissato è di € 500,00 per singolo avviso-cartella

IL MODO PIU’ SEMPLICE E SICURO PER PRESENTARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

11 marzo 2015 in PRIMO PIANO

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PERCHE’ RIVOLGERSI AL NS. STUDIO PER IL VS. MOD. 730 o UNICO
1. Nessuna perdita di tempo;
2. Possibilità di scegliere l’orario preferito nel caso in cui ci si voglia recare presso lo studio, anche in orari non consueti per i caf e gli studi professionali;
3. Possibilità di inviarci i documenti per il 730 e/o Unico anche on line a distanza;
4. Compilazione del Modello 730 direttamente da parte di un Commercialista iscritto all’Albo, informato e costantemente aggiornato sulla materia, così da evitare i rischi della compilazione fai-da-te;
5. Analisi della situazione fiscale personale del contribuente e del nucleo famigliare e ricevimento di suggerimenti circa gli oneri detraibili e deducibili, in modo da poter ridurre la pressione fiscale ed ottimizzare le detrazioni fruibili;
6. Estensione a tutto l’anno dell’assistenza da parte di un Commercialista sempre reperibile, con sempre maggiore personalizzazione dell’assistenza man mano che aumenta la conoscenza reciproca fra cliente e professionista;
7. Ricevimento dell’eventuale rimborso spettante in tempi molto rapidi;
8. Avere un referente elastico, disponibile, versatile, efficiente e rapido, che risponda immediatamente alle tue esigenze con tutti i mezzi di comunicazione tecnologici esistenti, nella piena filosofia dello Studio Cangemi;
9. Prezzo estremamente conveniente;

Il FISCO “COMODO”.

Spesso per assolvere ai propri obblighi e doveri il contribuente è costretto ad addentrarsi nei meandri della materia fiscale ed è facilmente esposto al rischio di errori nella compilazione della propria dichiarazione dei redditi. Elaborare il 730 da soli porta via tempo e a volte basta non essere al corrente di tutte le ultime novità fiscali per rinunciare a notevoli risparmi d’imposta. Affidarsi ad un professionista quindi quasi sempre conviene e da oggi ci si può avvalere delle moderne tecnologie di comunicazione per smaltire burocrazia, risparmiare sui costi e velocizzare le procedure.
La novità introdotta dal 2015 è il 730 on line. Se sei un dipendente o pensionato un po’ avvezzo all’uso del pc e di internet potrai presentarci il tuo 730 comodamente senza muoverti da casa ed evitando lunghe file o attese. La documentazione potrà esserci inviata per posta o, se hai uno scanner, a mezzo files in formato pdf per e-mail o dall’area contatti del ns. sito www.studiocangemi.it. L’invio cartaceo è consigliato nel caso in cui la documentazione sia particolarmente voluminosa o non si sia attrezzati per scannerizzare in modo veloce tutti i documenti. Una volta che avremo ricevuto la documentazione, se è tutto ok, ti invieremo una mail con le istruzioni per il pagamento, ricevuto il quale, provvederemo a predisporre il modello 730 e te lo rimanderemo sottoscritto dal professionista al tuo indirizzo di posta elettronica; non dovrai far altro che rimandarcelo firmato e aspettare l’invio del prospetto finale che evidenzia le imposte a credito o a debito.
Basta inviarci la documentazione e pensiamo a tutto noi! Il servizio 730 on line è facile, sicuro e conveniente.
Contattaci subito e ti manderemo l’elenco della documentazione da produrci.

Lo studio offre il servizio di FATTURA ELETTRONICA alla PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

4 marzo 2015 in PRIMO PIANO

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PERCHE’ RIVOLGERSI AL NS. STUDIO PER LA VOSTRA FATTURAZIONE ELETTRONICA
Perché offriamo ai ns. clienti, professionisti o piccole medie imprese che propongo i loro servizi e/o prodotti alla pubblica amministrazione un servizio innovativo che include
1. L’emissione delle fatture in formato elettronico;
2. La trasmissione delle fatture in formato elettronico in qualità di intermediario abilitato;
3. La conservazione sostitutiva;
4. La completa risoluzione di qualsivoglia problema di trasmissione/ricezione/scarto/mancata accettazione ecc… che possa sorgere dalla gestione.
5. Un’adeguata formazione del vs. personale amministrativo ed una consulenza per adattare le vs. procedure aziendali;
6. Perché conosciamo al meglio le realtà organizzative dei ns. Clienti.

Il processo di emissione di una FE p.a. si può riassumere nelle seguenti fasi:

1. Elaborazione della fattura con inserimento anagrafica, cifre, IVA, riferimenti allo Split payment, iban ecc…
2. Trasformazione in formato PDF e XML
3. Firma della fattura
4. Invio allo SDI
5. Gestione ricevute
6. Archiviazione elettronica = Conservazione sostitutiva.

Ebbene tutto questo processo può essere delegato in toto al ns. studio oppure potrete decidere voi di quali fasi occuparvi. Noi vi forniremo le credenziali (username e password) per accedere al sito su cui si potranno direttamente elaborare le fatture, entrando come un “sotto utente” della ns. posizione. Da qui potremo vedere entrambi a che punto sono le ricevute e se vi sono stati degli intoppi capire insieme come risolverli, cosa che non ci sarebbe possibile se i clienti operassero con altre procedure,
Restiamo a disposizione per illustrare i costi che saranno anch’essi diversificati a seconda delle diverse mansioni che ci verranno affidate.
Cordiali saluti.

20′ ANNIVERSARIO

10 gennaio 2015 in PRIMO PIANO

10/01/1995-10/01/2015: FESTEGGIAMO OGGI I 20 ANNI DI ESERCIZIO DELLA LIBERA PROFESSIONE E DI APERTURA DELLO STUDIO CANGEMI MARIA GLORIA, IN QUELLO CHE DAL 1978 ERA LO STUDIO DI CANGEMI ANTONINO. AUGURI A NOIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!

20 A

REVERSE CHARGE ED IMPIANTISTICA

1 gennaio 2015 in PRIMO PIANO

REVERSE CHARGE ED IMPIANTISTICA

  • al 01.01.15
  • per le fatture emesse a imprese, professionisti e studi associati e simili
  • relativi a servizi di di pulizia, di demolizione di installazione di impianti e di completamento
  • vanno fatte senza addebitare l ‘IVA al cliente ai sensi del art. 17 comma 6 lettera a) ter DPR 633/72.

 

FAQ Domande Frequenti

 

  • Ambito soggettivo _  a CHI va applicato?

 

      1. solo in caso di B2B Business to Business : imprese, professionisti, studi associati e simili

 

  • NO per fatture a privati e condomini

 

    1. SI ad Enti Pubblici per attività commerciali
    2. NO Enti Pubblici se attività istituzionale ( prevale lo Split Payment)
    3. SI per fatture a clienti Minimi e Nuovi Forfettari (attenzione! Questi soggetti qualora ricevano una fattura senza IVA con il reverse devono comunicarla prontamente allo Studio, per procedere al versamento dell’IVA il mese successivo! )
    4. NO se chi emette la fattura è un soggetto MINIMO o NUOVO FORFETTARIO
    5. prevale rispetto alle lettere d’intento, ovvero se un vostro cliente vi ha emesso la lettera d’intento ma voi dovete fatturargli un servizio che rientra nei nuovi casi di reverse, dovete fatturargli con l’indicazione del reverse (art.17 comma 6  ) e NON con l’indicazione della lettera d’intento (art. 8 comma 1 lett.c )
    6. è diverso dal già noto subappalto in edilizia, in questo caso non serve il contratto di subappalto
  1. Ambito oggettivo _ Per quali SERVIZI va applicato?
    1. per tutte le attività comprese nei codici ATECO 2007 di questa tabella:
    1. la circolare specifica che nella categoria di installazione di impianti va applicato il Reverse anche alla manutenzione ordinaria e straordinaria e alle riparazioni
    2. non importa che nella nostra Visura Camerale siano riportate le attività sopra elencate, ma va valutato se dal punto di vista oggettivo l’attività che stiamo fatturando rientra nelle attività di cui alla tabella sopra (e dettagliata sotto).

 

  • NO per le forniture di beni con posa in opera, ovvero quando la posa in opera assume una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene.

 

 

Dettaglio delle attività comprese nei codici ATECO interessati

Pulizie

  • 81.21.00 Pulizia generale (non specializzata) di edifici;
  • 81.22.02 Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali

Demolizione

  • 43.11.00 Demolizione

Installazione di impianti relativi ad edifici

  • 43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.21.02 Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione;
  • 43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)
  • 43.29.01 Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili;
  • 43.29.02 Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni;
  • 43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (limitatamente alle prestazioni riferite ad edifici).

Completamento di edifici

43.31.00 Intonacatura e stuccatura;

43.32.01 Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate;

43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili. La posa in opera di “arredi” deve intendersi esclusa dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile, in quanto non rientra nella nozione di completamento relativo ad edifici;

43.33.00 Rivestimento di pavimenti e di muri;

43.34.00 Tinteggiatura e posa in opera di vetri;

43.39.01 Attività non specializzate di lavori edili – muratori (limitatamente alle prestazioni afferenti gli edifici);

43.39.09 Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a. “completamento di edifici”

 

    1. Ambito oggettivo _ cosa si intende per EDIFICI ?
      1. devono riguardare EDIFICI sulla circolare si specifica che si intende:

 

  • un sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno; la superficie esterna che delimita un edificio può confinare con tutti o alcuni di questi elementi: l’ambiente esterno, il terreno, altri edifici; il termine può riferirsi a un intero edificio ovvero a parti di edificio progettate o ristrutturate per essere utilizzate come unità immobiliari a sé stanti OVVERO
  • edificio e fabbricato si intende qualsiasi costruzione coperta isolata da vie o da spazi vuoti, oppure separata da altre costruzioni mediante muri che si elevano, senza soluzione di continuità, dalle fondamenta al tetto, che disponga di uno o più liberi accessi sulla via, e possa avere una o più scale autonome QUINDI
  • SI anche a edifici in corso di costruzione

 

      1. NO a  terreni, parti del suolo, parcheggi, piscine, giardini, etc., salvo che questi non costituiscano un elemento integrante dell’edificio stesso (ad esempio, piscine collocate sui terrazzi, giardini pensili, impianti fotovoltaici collocati sui tetti, etc.)
    1. NO a prestazioni di servizi di pulizia, installazione di impianti e demolizione relative a beni mobili di ogni tipo
    2. NO a prestazioni di servizi relative alla preparazione del cantiere di cui al codice ATECO 2007 43.12, in quanto le stesse non sono riferibili alla fase del completamento, bensì a quella propedeutica della costruzione.

 

  1. Ambito oggettivo _ FAQ IMPIANTI
  1. L’acquisto e l’installazione della caldaia rientra tra le nuove ipotesi di inversione contabile?

Nel caso in cui ad effettuare l’installazione della stessa sia il soggetto che svolge l’attività di produzione e/o commercio di caldaie l’operazione è da ricondurre alle operazioni di cessione (esclusa dall’inversione contabile e quindi soggetta a IVA), essendo la posa della caldaia un aspetto accessorio alla cessione del bene, ricordando che eventuali semplici adattamenti e personalizzazioni non modificano la natura dell’operazione.

Nel caso di cessione e installazione dell’impianto di riscaldamento effettuata da un soggetto diverso dal produttore l’operazione non configura una cessione di beni con posa in opera poiché, in linea con quanto considerato nel caso precedente e con la R.M. 5.7.76 n. 360009, l’effettuazione dell’installazione da parte di un soggetto diverso rispetto al soggetto produttore dell’impianto – e da quest’ultimo incaricato – rende possibile considerare l’installazione come prestazione autonoma (non accessoria), riconducibile al codice ATECO 43.22.01 (“Installazione, manutenzione e riparazione di impianti di riscaldamento”). La singola prestazione sarà dunque assoggettata a reverse charge.

  1. La manutenzione della caldaia rientra tra le nuove ipotesi di inversione contabile? E la sostituzione della pompa di calore della caldaia ?

Le ipotesi sono riconducibili alle ipotesi “classiche” della manutenzione e di conseguenza riconducibili all’ipotesi di applicazione dell’inversione contabile nel caso in cui il soggetto fruitore del servizio sia un soggetto passivo d’imposta. Si ritiene possa rientrare in tale ipotesi anche la sostituzione della pompa di calore, in quanto qualificabile come manutenzione, ossia mantenimento in efficienza dell’impianto costituente parte integrante dell’edificio e quindi, riconducibile a tale concetto.

  1. La pulizia periodica e il controllo dei fumi della caldaia rientrano tra le nuove ipotesi di inversione contabile?

La pulizia delle caldaie o impianti similari rientra nella manutenzione, contraddistinta dal codice Ateco riconducibile al gruppo 43.2. Si fa presente che con la R.M. 15/E/2013 dell’Agenzia delle entrate, è stata definita come manutenzione ordinaria anche la revisione periodica obbligatoria degli impianti nonché il controllo dei fumi.

Di conseguenza, se tali prestazioni sono effettuate nell’ambito di un edificio, sono assoggettate ad IVA con il meccanismo del reverse charge, a condizione che siano effettuate nei confronti di un qualunque soggetto passivo IVA.

  1. Il collaudo dell’impianto di riscaldamento rientra tra le nuove ipotesi di inversione contabile?

Le prestazioni di collaudo dell’impianto di riscaldamento sono escluse dal reverse charge, in quanto individuabili nel codice ATECO 71.20.10, codice non individuato tra le nuove operazioni di cui alla lettera a-ter) dell’articolo 17 D.P.R. n. 633/1972.

  1. L’Installazione di impianti posizionati in parte internamente ed in parte esternamente all’edificio è REVERSE o IVA?

Conformemente a quanto contenuto nel DM 22.1.2008, n. 37/2008, l’Agenzia precisa ora che qualora gli impianti siano posizionati in parte internamente ed in parte esternamente all’edificio è necessario “valorizzare l’unicità dell’impianto che complessivamente serve l’edificio, anche se alcune parti di esso sono posizionate all’esterno dello stesso per necessità tecniche o logistiche”.

Qualora l’impianto sia funzionale o servente all’edificio, va applicato il reverse charge ancorché parte dello stesso sia posizionato all’esterno dell’edificio.

A titolo esemplificativo sono proposte le seguenti fattispecie riconducibili al reverse charge:

  • impianto di videosorveglianza perimetrale, gestito da centralina posta all’interno dell’edificio e telecamere esterne, qualora gli elementi esterni (ad esempio, telecamera) devono essere collocati all’esterno dell’edificio per motivi funzionali e tecnici;
  • impianto citofonico che necessita di apparecchiature da collocare all’esterno dell’edificio;
  • impianto di climatizzazione, con motore esterno collegato agli split all’interno dell’edificio. L’impianto, complessivamente considerato, è unico e relativo all’edificio, anche se una parte (motore) è posta all’esterno;
  • impianto idraulico di un edificio con tubazioni esterne. L’impianto è considerato nel suo complesso unitariamente, ivi comprese le tubazione esterne che collegano l’impianto all’interno dell’edificio alla rete fognaria.

 

  1. L’Installazione di impianti FOTOVOLTAICI è REVERSE o IVA?

Rientrano nell’ambito applicativo del reverse charge di cui alla citata lett. a-ter):

  • l’attività di installazione (compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria) di impianti fotovoltaici “integrati” o “semi-integrati” agli edifici (ad esempio, qualora siano posizionati sul tetto dell’edificio);
  • l’installazione di impianti fotovoltaici “a terra”, ancorché posizionati all’esterno dell’edificio, funzionali / serventi allo stesso

 

  1. L’Installazione e manutenzione di impianti ANTINCENDIO è REVERSE o IVA?

L’installazione, manutenzione e riparazione di impianti di spegnimento antincendio, se effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA e se relative ad edifici, sono assoggettate al reverse charge in quanto rientranti nelle attività di cui al codice attività 43.22.03 “installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)”.

Ribadendo quanto affermato nella Risoluzione 16.6.2008, n. 245/E, l’Agenzia precisa ora che la manutenzione degli estintori, delle manichette e delle maschere, va assoggettata al reverse charge solo nel caso in cui i materiali mobili oggetto di manutenzione facciano parte di unimpianto complesso installato su un immobile e la manutenzione si inserisca nel quadro

della manutenzione dell’intero impianto.

  1. La sostituzione delle componenti di un impianto è REVERSE o IVA?

Nel caso in cui la volontà delle parti sia rivolta alla riparazione e / o ammodernamento degli

impianti, anche tramite la sostituzione di parti danneggiate / obsolete, e non alla mera fornitura di beni, le attività di cui sopra sono assoggettate al reverse charge, purché tali servizi siano relativi ad edifici.

Il reverse charge è applicabile qualora l’interesse delle parti sia diretto al conseguimento di una prestazione complessa diretta al mantenimento in funzione dell’impianto installato (prevalendo la causa del fare sul dare). L’Agenzia precisa che “a maggior ragione, va applicato il reverse charge nel caso in cui gli interventi siano tali da configurare un «nuovo impianto», trattandosi, in concreto, di servizi di installazione”.

  1. I Diritti fissi di chiamata e interventi di manutenzione con canone di abbonamento è REVERSE o IVA?

Nel caso in cui nell’ambito di un intervento di manutenzione su impianti sia addebitato il diritto di chiamata, l’Agenzia precisa che ancorché non si renda necessario un vero e proprio intervento di manutenzione, la “mera verifica” dell’impianto costituisce una modalità di manutenzione “in quanto viene comunque posta in essere un’attività di controllo da parte di un tecnico”. Di conseguenza il diritto di chiamata va assoggettato a reverse charge.

Conformemente a quanto sopra, l’Agenzia precisa che vanno assoggettate a reverse charge

anche le manutenzioni, derivanti da contratti che prevedono la corresponsione di canoni di

abbonamento periodici, ancorché non materialmente eseguite.

 

  1. Ambito oggettivo _ FAQ Lavori di COMPLETAMENTO EDIFICI
  1. Quando va applicato il vecchio REVERSE per SUBAPPALTO e quando il nuovo REVERSE per servizi di demolizione, di installazione di impianti e di completamento?

Ai sensi dell’art. 17, comma 6, lett. a), DPR n. 633/72, dal 2007 alle prestazioni di servizi rese dai subappaltatori nel settore edile è applicabile il reverse charge.

Il meccanismo in esame trova quindi applicazione al ricorrere dei seguenti presupposti:

  • presenza di un contratto di subappalto;
  • prestazione di servizi nell’ambito del settore edile;
  • in base a contratti in cui il lavoro personale del prestatore risulta prevalente rispetto alla organizzazione dei mezzi approntati per la esecuzione del servizio

il “settore edile” va identificato nell’attività di costruzione, individuata sulla base della Sezione F della Tabella ATECOFIN 2004 e deve essere riportato nelle attività della visura camerale.

Invece sempre l’art. 17 comma 6 ma lettera a-TER introduce il reverse charge in presenza di una prestazione:

• di servizi di demolizione, di installazione di impianti e di completamento;

• resa su edifici.

In questi casi non serve:

  • il contratto di subappalto
  • la presenza o meno nella visura camerale dell’attività di demolizione, di installazione di impianti e di completamento

Così, ad esempio:

  • Prestazioni di completamento di un edificio rese nei confronti di un’impresa di costruzioni, in virtù di un contratto d’appalto → Reverse charge di cui alla lett. a-ter)
  • Costruzione di un edificio → Reverse charge di cui alla lett. a) solo per prestazioni in subappalto rese nei confronti dell’appaltatore

Di seguito si propone una tabella di raccordo dell’applicazione del reverse charge in edilizia in base al codice attività del contribuente. Il riferimento al “subappalto” identifica la fattispecie di cui alla lett. a) mentre la dicitura “sempre” identifica l’ipotesi di applicazione della lett. a-ter).

  1. Ambito oggettivo _ Se in unica fattura ci sono servizi che rientrano in codici ATECO diversi?
    1. Inizialmente la circolare dice di dividere le fattura assoggettando a reverse ciò che rientra nelle tabelle sopra, e ad IVA ciò che non ci rientra
    2. poi però riporta quanto sotto in cui sembra invece privilegiare l’applicazione dell’IVA nonostante in molti altri punti della circolare ribadisce l’intento anti evasione della norma e la preferenza di applicazione del reverse.

Tuttavia, stante la complessità delle tipologie contrattuali riscontrabili nel settore edile, le indicazioni sopra fornite potrebbero risultare di difficile applicazione con riferimento all’ipotesi di un contratto unico di appalto – comprensivo anche di prestazioni soggette a reverse charge ai sensi della lettera a-ter) – avente ad oggetto la costruzione di un edificio ovvero interventi di restauro, di risanamento conservativo e interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettere c) e d), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. In una logica di semplificazione, si ritiene che, anche con riferimento alla prestazioni riconducibili alla lettera a-ter), trovino applicazione le regole ordinarie e non il meccanismo del reverse charge. Così, ad esempio, in presenza di un contratto avente ad oggetto la ristrutturazione di un edificio in cui è prevista anche l’installazione di uno o più impianti, non si dovrà procedere alla scomposizione del contratto, distinguendo l’installazione di impianti dagli interventi, ma si applicherà l’IVA secondo le modalità ordinarie all’intera fattispecie contrattuale.

 

  • per le fatture emesse a imprese, professionisti e studi associati e simili
  • relativi a servizi di di pulizia, di demolizione di installazione di impianti e di completamento
  • vanno fatte senza addebitare l ‘IVA al cliente ai sensi del art. 17 comma 6 lettera a) ter DPR 633/72.

 

FAQ Domande Frequenti

 

  • Ambito soggettivo _  a CHI va applicato?

 

      1. solo in caso di B2B Business to Business : imprese, professionisti, studi associati e simili

 

  • NO per fatture a privati e condomini

 

    1. SI ad Enti Pubblici per attività commerciali
    2. NO Enti Pubblici se attività istituzionale ( prevale lo Split Payment)
    3. SI per fatture a clienti Minimi e Nuovi Forfettari (attenzione! Questi soggetti qualora ricevano una fattura senza IVA con il reverse devono comunicarla prontamente allo Studio, per procedere al versamento dell’IVA il mese successivo! )
    4. NO se chi emette la fattura è un soggetto MINIMO o NUOVO FORFETTARIO
    5. prevale rispetto alle lettere d’intento, ovvero se un vostro cliente vi ha emesso la lettera d’intento ma voi dovete fatturargli un servizio che rientra nei nuovi casi di reverse, dovete fatturargli con l’indicazione del reverse (art.17 comma 6  ) e NON con l’indicazione della lettera d’intento (art. 8 comma 1 lett.c )
    6. è diverso dal già noto subappalto in edilizia, in questo caso non serve il contratto di subappalto
  1. Ambito oggettivo _ Per quali SERVIZI va applicato?
    1. per tutte le attività comprese nei codici ATECO 2007 di questa tabella:
    1. la circolare specifica che nella categoria di installazione di impianti va applicato il Reverse anche alla manutenzione ordinaria e straordinaria e alle riparazioni
    2. non importa che nella nostra Visura Camerale siano riportate le attività sopra elencate, ma va valutato se dal punto di vista oggettivo l’attività che stiamo fatturando rientra nelle attività di cui alla tabella sopra (e dettagliata sotto).

 

  • NO per le forniture di beni con posa in opera, ovvero quando la posa in opera assume una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene.

 

 

Dettaglio delle attività comprese nei codici ATECO interessati

Pulizie

  • 81.21.00 Pulizia generale (non specializzata) di edifici;
  • 81.22.02 Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali

Demolizione

  • 43.11.00 Demolizione

Installazione di impianti relativi ad edifici

  • 43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.21.02 Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione;
  • 43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione);
  • 43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)
  • 43.29.01 Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili;
  • 43.29.02 Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni;
  • 43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (limitatamente alle prestazioni riferite ad edifici).

Completamento di edifici

43.31.00 Intonacatura e stuccatura;

43.32.01 Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate;

43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili. La posa in opera di “arredi” deve intendersi esclusa dall’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile, in quanto non rientra nella nozione di completamento relativo ad edifici;

43.33.00 Rivestimento di pavimenti e di muri;

43.34.00 Tinteggiatura e posa in opera di vetri;

43.39.01 Attività non specializzate di lavori edili – muratori (limitatamente alle prestazioni afferenti gli edifici);

43.39.09 Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a. “completamento di edifici”

 

    1. Ambito oggettivo _ cosa si intende per EDIFICI ?
      1. devono riguardare EDIFICI sulla circolare si specifica che si intende:

 

  • un sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno; la superficie esterna che delimita un edificio può confinare con tutti o alcuni di questi elementi: l’ambiente esterno, il terreno, altri edifici; il termine può riferirsi a un intero edificio ovvero a parti di edificio progettate o ristrutturate per essere utilizzate come unità immobiliari a sé stanti OVVERO
  • edificio e fabbricato si intende qualsiasi costruzione coperta isolata da vie o da spazi vuoti, oppure separata da altre costruzioni mediante muri che si elevano, senza soluzione di continuità, dalle fondamenta al tetto, che disponga di uno o più liberi accessi sulla via, e possa avere una o più scale autonome QUINDI
  • SI anche a edifici in corso di costruzione

 

      1. NO a  terreni, parti del suolo, parcheggi, piscine, giardini, etc., salvo che questi non costituiscano un elemento integrante dell’edificio stesso (ad esempio, piscine collocate sui terrazzi, giardini pensili, impianti fotovoltaici collocati sui tetti, etc.)
    1. NO a prestazioni di servizi di pulizia, installazione di impianti e demolizione relative a beni mobili di ogni tipo
    2. NO a prestazioni di servizi relative alla preparazione del cantiere di cui al codice ATECO 2007 43.12, in quanto le stesse non sono riferibili alla fase del completamento, bensì a quella propedeutica della costruzione.

 

  1. Ambito oggettivo _ FAQ IMPIANTI
  1. L’acquisto e l’installazione della caldaia rientra tra le nuove ipotesi di inversione contabile?

Nel caso in cui ad effettuare l’installazione della stessa sia il soggetto che svolge l’attività di produzione e/o commercio di caldaie l’operazione è da ricondurre alle operazioni di cessione (esclusa dall’inversione contabile e quindi soggetta a IVA), essendo la posa della caldaia un aspetto accessorio alla cessione del bene, ricordando che eventuali semplici adattamenti e personalizzazioni non modificano la natura dell’operazione.

Nel caso di cessione e installazione dell’impianto di riscaldamento effettuata da un soggetto diverso dal produttore l’operazione non configura una cessione di beni con posa in opera poiché, in linea con quanto considerato nel caso precedente e con la R.M. 5.7.76 n. 360009, l’effettuazione dell’installazione da parte di un soggetto diverso rispetto al soggetto produttore dell’impianto – e da quest’ultimo incaricato – rende possibile considerare l’installazione come prestazione autonoma (non accessoria), riconducibile al codice ATECO 43.22.01 (“Installazione, manutenzione e riparazione di impianti di riscaldamento”). La singola prestazione sarà dunque assoggettata a reverse charge.

  1. La manutenzione della caldaia rientra tra le nuove ipotesi di inversione contabile? E la sostituzione della pompa di calore della caldaia ?

Le ipotesi sono riconducibili alle ipotesi “classiche” della manutenzione e di conseguenza riconducibili all’ipotesi di applicazione dell’inversione contabile nel caso in cui il soggetto fruitore del servizio sia un soggetto passivo d’imposta. Si ritiene possa rientrare in tale ipotesi anche la sostituzione della pompa di calore, in quanto qualificabile come manutenzione, ossia mantenimento in efficienza dell’impianto costituente parte integrante dell’edificio e quindi, riconducibile a tale concetto.

  1. La pulizia periodica e il controllo dei fumi della caldaia rientrano tra le nuove ipotesi di inversione contabile?

La pulizia delle caldaie o impianti similari rientra nella manutenzione, contraddistinta dal codice Ateco riconducibile al gruppo 43.2. Si fa presente che con la R.M. 15/E/2013 dell’Agenzia delle entrate, è stata definita come manutenzione ordinaria anche la revisione periodica obbligatoria degli impianti nonché il controllo dei fumi.

Di conseguenza, se tali prestazioni sono effettuate nell’ambito di un edificio, sono assoggettate ad IVA con il meccanismo del reverse charge, a condizione che siano effettuate nei confronti di un qualunque soggetto passivo IVA.

  1. Il collaudo dell’impianto di riscaldamento rientra tra le nuove ipotesi di inversione contabile?

Le prestazioni di collaudo dell’impianto di riscaldamento sono escluse dal reverse charge, in quanto individuabili nel codice ATECO 71.20.10, codice non individuato tra le nuove operazioni di cui alla lettera a-ter) dell’articolo 17 D.P.R. n. 633/1972.

  1. L’Installazione di impianti posizionati in parte internamente ed in parte esternamente all’edificio è REVERSE o IVA?

Conformemente a quanto contenuto nel DM 22.1.2008, n. 37/2008, l’Agenzia precisa ora che qualora gli impianti siano posizionati in parte internamente ed in parte esternamente all’edificio è necessario “valorizzare l’unicità dell’impianto che complessivamente serve l’edificio, anche se alcune parti di esso sono posizionate all’esterno dello stesso per necessità tecniche o logistiche”.

Qualora l’impianto sia funzionale o servente all’edificio, va applicato il reverse charge ancorché parte dello stesso sia posizionato all’esterno dell’edificio.

A titolo esemplificativo sono proposte le seguenti fattispecie riconducibili al reverse charge:

  • impianto di videosorveglianza perimetrale, gestito da centralina posta all’interno dell’edificio e telecamere esterne, qualora gli elementi esterni (ad esempio, telecamera) devono essere collocati all’esterno dell’edificio per motivi funzionali e tecnici;
  • impianto citofonico che necessita di apparecchiature da collocare all’esterno dell’edificio;
  • impianto di climatizzazione, con motore esterno collegato agli split all’interno dell’edificio. L’impianto, complessivamente considerato, è unico e relativo all’edificio, anche se una parte (motore) è posta all’esterno;
  • impianto idraulico di un edificio con tubazioni esterne. L’impianto è considerato nel suo complesso unitariamente, ivi comprese le tubazione esterne che collegano l’impianto all’interno dell’edificio alla rete fognaria.

 

  1. L’Installazione di impianti FOTOVOLTAICI è REVERSE o IVA?

Rientrano nell’ambito applicativo del reverse charge di cui alla citata lett. a-ter):

  • l’attività di installazione (compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria) di impianti fotovoltaici “integrati” o “semi-integrati” agli edifici (ad esempio, qualora siano posizionati sul tetto dell’edificio);
  • l’installazione di impianti fotovoltaici “a terra”, ancorché posizionati all’esterno dell’edificio, funzionali / serventi allo stesso

 

  1. L’Installazione e manutenzione di impianti ANTINCENDIO è REVERSE o IVA?

L’installazione, manutenzione e riparazione di impianti di spegnimento antincendio, se effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA e se relative ad edifici, sono assoggettate al reverse charge in quanto rientranti nelle attività di cui al codice attività 43.22.03 “installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)”.

Ribadendo quanto affermato nella Risoluzione 16.6.2008, n. 245/E, l’Agenzia precisa ora che la manutenzione degli estintori, delle manichette e delle maschere, va assoggettata al reverse charge solo nel caso in cui i materiali mobili oggetto di manutenzione facciano parte di unimpianto complesso installato su un immobile e la manutenzione si inserisca nel quadro

della manutenzione dell’intero impianto.

  1. La sostituzione delle componenti di un impianto è REVERSE o IVA?

Nel caso in cui la volontà delle parti sia rivolta alla riparazione e / o ammodernamento degli

impianti, anche tramite la sostituzione di parti danneggiate / obsolete, e non alla mera fornitura di beni, le attività di cui sopra sono assoggettate al reverse charge, purché tali servizi siano relativi ad edifici.

Il reverse charge è applicabile qualora l’interesse delle parti sia diretto al conseguimento di una prestazione complessa diretta al mantenimento in funzione dell’impianto installato (prevalendo la causa del fare sul dare). L’Agenzia precisa che “a maggior ragione, va applicato il reverse charge nel caso in cui gli interventi siano tali da configurare un «nuovo impianto», trattandosi, in concreto, di servizi di installazione”.

  1. I Diritti fissi di chiamata e interventi di manutenzione con canone di abbonamento è REVERSE o IVA?

Nel caso in cui nell’ambito di un intervento di manutenzione su impianti sia addebitato il diritto di chiamata, l’Agenzia precisa che ancorché non si renda necessario un vero e proprio intervento di manutenzione, la “mera verifica” dell’impianto costituisce una modalità di manutenzione “in quanto viene comunque posta in essere un’attività di controllo da parte di un tecnico”. Di conseguenza il diritto di chiamata va assoggettato a reverse charge.

Conformemente a quanto sopra, l’Agenzia precisa che vanno assoggettate a reverse charge

anche le manutenzioni, derivanti da contratti che prevedono la corresponsione di canoni di

abbonamento periodici, ancorché non materialmente eseguite.

 

  1. Ambito oggettivo _ FAQ Lavori di COMPLETAMENTO EDIFICI
  1. Quando va applicato il vecchio REVERSE per SUBAPPALTO e quando il nuovo REVERSE per servizi di demolizione, di installazione di impianti e di completamento?

Ai sensi dell’art. 17, comma 6, lett. a), DPR n. 633/72, dal 2007 alle prestazioni di servizi rese dai subappaltatori nel settore edile è applicabile il reverse charge.

Il meccanismo in esame trova quindi applicazione al ricorrere dei seguenti presupposti:

  • presenza di un contratto di subappalto;
  • prestazione di servizi nell’ambito del settore edile;
  • in base a contratti in cui il lavoro personale del prestatore risulta prevalente rispetto alla organizzazione dei mezzi approntati per la esecuzione del servizio

il “settore edile” va identificato nell’attività di costruzione, individuata sulla base della Sezione F della Tabella ATECOFIN 2004 e deve essere riportato nelle attività della visura camerale.

Invece sempre l’art. 17 comma 6 ma lettera a-TER introduce il reverse charge in presenza di una prestazione:

• di servizi di demolizione, di installazione di impianti e di completamento;

• resa su edifici.

In questi casi non serve:

  • il contratto di subappalto
  • la presenza o meno nella visura camerale dell’attività di demolizione, di installazione di impianti e di completamento

Così, ad esempio:

  • Prestazioni di completamento di un edificio rese nei confronti di un’impresa di costruzioni, in virtù di un contratto d’appalto → Reverse charge di cui alla lett. a-ter)
  • Costruzione di un edificio → Reverse charge di cui alla lett. a) solo per prestazioni in subappalto rese nei confronti dell’appaltatore

Di seguito si propone una tabella di raccordo dell’applicazione del reverse charge in edilizia in base al codice attività del contribuente. Il riferimento al “subappalto” identifica la fattispecie di cui alla lett. a) mentre la dicitura “sempre” identifica l’ipotesi di applicazione della lett. a-ter).

  1. Ambito oggettivo _ Se in unica fattura ci sono servizi che rientrano in codici ATECO diversi?
    1. Inizialmente la circolare dice di dividere le fattura assoggettando a reverse ciò che rientra nelle tabelle sopra, e ad IVA ciò che non ci rientra
    2. poi però riporta quanto sotto in cui sembra invece privilegiare l’applicazione dell’IVA nonostante in molti altri punti della circolare ribadisce l’intento anti evasione della norma e la preferenza di applicazione del reverse.

Tuttavia, stante la complessità delle tipologie contrattuali riscontrabili nel settore edile, le indicazioni sopra fornite potrebbero risultare di difficile applicazione con riferimento all’ipotesi di un contratto unico di appalto – comprensivo anche di prestazioni soggette a reverse charge ai sensi della lettera a-ter) – avente ad oggetto la costruzione di un edificio ovvero interventi di restauro, di risanamento conservativo e interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 3, comma 1, lettere c) e d), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. In una logica di semplificazione, si ritiene che, anche con riferimento alla prestazioni riconducibili alla lettera a-ter), trovino applicazione le regole ordinarie e non il meccanismo del reverse charge. Così, ad esempio, in presenza di un contratto avente ad oggetto la ristrutturazione di un edificio in cui è prevista anche l’installazione di uno o più impianti, non si dovrà procedere alla scomposizione del contratto, distinguendo l’installazione di impianti dagli interventi, ma si applicherà l’IVA secondo le modalità ordinarie all’intera fattispecie contrattuale